Dalle macerie del 1979 alla rivolta odierna: l'Iran sfida la teocrazia. Con la fine di un’era, il Paese sogna un futuro democratico oltre l'oscurantismo
Quello che sta succedendo in iran lascera'un segno storico,nel mondo,come lo lascio'purtroppo nel 1979,quando la rivoluzione islamica rovescio'lo Scia',e introdusse nel paese la dittatura teocratica,una delle più bieche, criminali,e oscurantiste mai viste al mondo che hanno fatto precipitare l'iran nel medioevo.
Reza Pahlavi aveva cercato di modernizzare e occidentalizzare il paese malgrado i limiti storici del momento. L'iran si avviava diventare un paese moderno occidentale e industrializzato, ma i marxisti alleati con Komeini fomentarono la rivoluzione e poi ne pagarono anch'essi le conseguenze venendo esautorati dal potere, tant'è,che il primo presidente Bani Sadr fu costretto alla fuga e all'esilio per non essere giustiziato.
Venendo ad oggi, le proteste dei giovani iraniani hanno portato milioni di persone in piazza contro il regime criminale teocratico, il quale ha reagito con durezza estrema facendo 35mila morti in 3 giorni.
Con la morte di Khamenei probbabilmente si apre finalmente uno scenario nuovo per il paese.
Il figlio dello Scia', Reza Ciro Pahlavi, da sempre vicino al suo popolo, è pronto a tornare per mettersi a dispozione di un Iran rinnovato e democratico. Vedremo ora che resistenza avranno gli integralisti Pasdaran della rivoluzione sotto gli attacchi incessanti degli americani e israeliani congiunti.
Comunque sarà, per il regime teocratico che ha destabilizzato il mondo intero, è suonata ormai la campana a morto.
(A. Carbone)